Associazione Italiana Frantoiani Oleari

  • Congresso Straordinario Montefiascone 2016
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lettera di indizione del Congresso Straordinario

Cari amici,

la giunta nazionale della nostra Associazione ha voluto celebrare i venti anni di attività dell’AIFO convocando per il 20 e 21 maggio un congresso straordinario. L’appuntamento è a Montefiascone, in provincia di Viterbo, nella straordinaria Rocca dei Papi.

 

Credo sia mio dovere, nei confronti di tutti i soci, cogliere questa occasione per fare un bilancio di quello che siamo stati capaci di fare a favore delle nostre aziende e soprattutto dei consumatori, con l’orgoglio e la responsabilità di chi è convinto dell’importanza che ha la qualità dell’olio extra vergine d’oliva nella preparazione di un cibo buono, sano e nutriente e quindi per la salute dei cittadini.

Alla metà degli anni ’90, di fronte alle crescenti difficoltà in cui si trovavano i frantoi oleari si avvertì la necessità di unire le forze per dare a queste aziende una voce che non avevano: insieme a Stefano Caroli, Francesco Schiraldi, Arturo Archibusacci, Giancarlo Turri, Angelo Scibilia, Pietro Scibilia, Aldino Clerici, Maria Cristina Simonelli, Giovanni Lodedo, Giancarlo Giannini, Franco Boeri e Lamberto Baccioni creammo l’ Associazione Italiana Frantoiani Oleari che costituimmo a Roma il 16 settembre del 1996 a Roma.

L’attività dell’Associazione si è sviluppata grazie allo spirito di collaborazione e solidarietà su cui è stata fondata e a cui hanno dato un contributo significativo, oltre ai soci fondatori, anche quei frantoiani che sono entrati nell’associazione successivamente alla sua costituzione e che, ancora oggi, gli dedicano molto del loro prezioso lavoro come Giampaolo Sodano, Elia Pellegrino, Andrea Cantore, Salvatore Samperi, Giovanni Salvagno e Mario Brogna. Un particolare e sentito ringraziamento va a Flavio Zaramella, patron della Corporazione dei Mastri Oleari, che per molti anni, con simpatia e vivacità, ha condiviso con AIFO l’impegno e le battaglie per fare “vincere” l’olio italiano. Nel 1998, in linea con la nostra visione di differenziazione dell’olio di frantoio da quello industriale sottoscrivemmo un Protocollo d’Intesa recentemente rinnovato con Confartigianato grazie alla preziosa collaborazione del Presidente Giorgio Merletti e del Segretario Generale Cesare Fumagalli. Il primo passo per costruire quello che oggi abbiamo realizzato con la nascita del Consorzio dei Frantoi Artigiani e delle piccole imprese. L’idea di dare una identità all’olio di frantoio è stato l’elemento trainante della strategia dell’Associazione insieme ad un costante impegno contro quelle norme e quelle leggi nazionali e comunitarie ritenute dannose per il settore.picture of Mr  Piero Gonnelli per sito

Negli anni a seguire abbiamo sostenuto la necessità che fosse attivato un sistema trasparente di comunicazione dei dati produttivi da parte di tutti gli operatori della filiera fino alla istituzione del SIAN che oggi costituisce un sistema di monitoraggio e controllo della produzione nazionale utile anche a contrastare le frodi del settore. L’Associazione non ha mai fatto mancare il proprio sostegno all’attività della Repressione Frodi, del Corpo Forestale dello Stato, del Nucleo Antifrodi dei Carabinieri che, specialmente in questi ultimi anni, hanno smascherato attività illecite decisamente lesive per il comparto dell’olio di oliva dando un significativo contributo ad un “mercato pulito”: un traguardo importante per una corretta e trasparente gestione delle transazioni commerciali e per un maggiore controllo sulle importazioni di oli esteri. Nel 2003 un primo risultato della nostra iniziativa fu la partecipazione al Tavolo per la riforma dell’Ocm presieduto dal Sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole On. Teresio Delfino nonché a prendere parte al Tavolo della Riforma Ocm Olio di Oliva presieduto dal Commissario europeo Fischler. Sono state occasioni importanti per rendere note le difficoltà di un comparto, quello della trasformazione, ancora non giustamente considerato e valorizzato. In quel contesto AIFO ottenne dal ministro Alemanno, la modifica sui tempi di adeguamento da parte delle imprese olearie in materia di etichettatura come previsto dall’art. 2 del Reg. Ce n.  1019/2002.

Nel 2004 venne presentata una Proposta di legge al Consiglio Regionale della Toscana per sostituire nei ristoranti l’uso delle ampolle con bottiglie etichettate e sigillate. Fu l’inizio di una battaglia che AIFO ha condotto per anni affinché, partendo dalla legge 11 Marzo 2006 n. 81, si potesse arrivare all’obbligo per i ristoratori di mettere in tavola un prodotto non solo etichettato ma anche sigillato in modo che non fosse possibile sostituirne il contenuto.  Solo nel 2013 grazie, all’importante lavoro svolto dall’On. Colomba Mongiello, con la legge n. 9, è stato imposto l’uso di bottiglie con tappi antirabbocco o l’impiego di bottiglie monodose nei pubblici esercizi. Il 4 giugno 2005, a Sibari si tenne l’8° Assemblea dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari: il tema della discussione “Quale futuro per gli artigiani dell’olio” richiamò l’attenzione dei molti frantoiani che vi parteciparono.

Il dibattito mise in evidenza che il frantoiano, unico vero “produttore” di olio, è sicuramente capace di imprimere determinate caratteristiche organolettiche al prodotto basandosi su alcune variabili come la conoscenza dei campi in cui si coltivano le olive che lui utilizza, la scelta delle cultivar e non ultima la flessibilità della tecnologia del suo frantoio. Dall’Assemblea di Sibari, la qualifica di “impresa olearia artigiana” iniziò il suo cammino.

Il salto di qualità arrivò l’anno dopo, nel 2006, quando, grazie soprattutto ad una intensa attività del vicepresidente Sodano, AIFO riuscì ad ottenere il riconoscimento ministeriale: spostò la sua sede a Roma e istituì una segreteria operativa grazie alla collaborazione di Stefano Pasquazi che negli anni successivi diventerà anche il coordinatore di numerose attività e progetti di AIFO.

A Salerno, il 24 marzo 2007 si celebrò il primo congresso nazionale dell’associazione: 200 delegati dettero vita a due giorni di vivace confronto che portò ad identificare una “piattaforma politica per il rilancio dell’olio extravergine italiano di frantoio”, un documento in cui si disegnava la nuova identità delle nostre imprese di trasformazione.

Dalle parole ai fatti: valorizzare la qualità e l’identità dell’olio italiano diventò realtà con l’accordo siglato per tutta l’Italia tra AIFO e l’organismo internazionale DNV (Det Norske Veritas) per la certificazione del processo di produzione in base alla nuova norma ISO 22005:2007 per la rintracciabilità di filiera agroalimentare.

In occasione di un incontro pubblico al Sol di Verona del 2007, AIFO pose a tutti gli altri soggetti della filiera olearia l’esigenza di una concreta trasparenza che imponesse di dichiarare l’origine dei prodotti (una scelta non necessariamente correlata agli aspetti qualitativi che possono essere assicurati anche con le certificazioni Dop e Igp), quale garanzia di una più completa informazione al consumatore.

Nel 2010, dalla tribuna del secondo Congresso Nazionale dell’Associazione, indicammo l’obiettivo di promuovere un processo di unificazione e rinnovamento e di fare sistema tra le diverse, ma non antagoniste, realtà produttive dell’olio italiano. 

Da qui nacque l’unificazione con il FOR (Frantoi Oleari Riuniti), resa possibile dalla lungimirante strategia dell’amico Sebastiano Paladino, presidente del FOR, che trasformò AIFO nell’associazione più rappresentativa del settore. L’unificazione con il FOR è stata una tappa importante nello sviluppo delle politiche associative che ha portato AIFO a cambiare ancora una volta la propria struttura organizzativa con la costituzione ed affiliazione delle associazioni regionali: AIFO Sardegna, l’AIFO Liguria, AFP della Regione Puglia, Confrantoiani della Regione Abruzzo, AIFO Marche e l’ultima nata AIFO Sicilia, tutti punti di riferimento fondamentali per il recepimento delle problematiche locali e capaci di ascoltare e supportare l’attività delle imprese e di interloquire con le autorità regionali.

Una situazione nuova che ci ha investito di una grande responsabilità. Una responsabilità che abbiamo voluto tradurre in una strategia: «L’alleanza tra agricoltori, frantoiani e consumatori»: con CODICI “Centro Diritti del Cittadino”, abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa, istituendo una commissione con il compito di denunciare truffe e frodi e di favorire tutte le azioni che hanno la finalità di diffondere la cultura della qualità nel mondo della produzione e della distribuzione.

Con l’Associazione Codici abbiamo sostenuto, in occasione dell’audizione del 22 maggio 2012 al Senato della Repubblica per l’esame del disegno di legge n. 3211, la necessità che il consumatore fosse informato sulla provenienza dell’olio, richiedendo  l’abolizione della dizione “prodotto imbottigliato” che si differenziava dalla dicitura “prodotto e imbottigliato” solo per una vocale e che induceva in errore l’acquirente portandolo a ritenere il prodotto non solo confezionato ma anche trasformato da quel fornitore.

Si aprì davanti a noi tutti un periodo di grande lavoro che fu coronato di successo grazie alle idee, alla generosità e all’intelligenza di un grande amico, Ranieri Filo della Torre, che sposò la nostra causa favorendo l’incontro con UNAPROL guidata da Massimo Gargano sulla base di un impegno convergente in difesa dell’olio italiano. Battaglia che continua tutt’oggi grazie alla collaborazione e strategia improntata con il presidente Granieri ed il Direttore Sandali tesa a far emergere il giusto e vero valore dell’olio di oliva italiano a fronte dei continui attacchi perpetrati e tesi a svilire l’autenticità del nostro prodotto.

Aver conseguito questi obiettivi ci ha reso più forti nella difesa delle nostre ragioni: abbiamo così sostenuto con forza la cosiddetta legge «salva olio» dell’On.le Mongiello, intervenendo nelle competenti commissioni di Camera e Senato. E’ nel dna dell’AIFO l’impegno per un mercato in cui ci sia una regola semplice, elementare: che al consumatore vengano date tutte le informazioni per comprare una bottiglia di olio in piena consapevolezza, che sia garantito il suo diritto a sapere ciò che compra e a pagare il giusto prezzo. In questo impegno assolve un ruolo significativo la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) con alcuni suoi protagonisti, come Esselunga e Superelite, già da tempo impegnati rendere chiaro al cliente, sullo scaffale, la differenza fra produttori di olio italiano di alta gamma e i prodotti dell’industria di confezionamento. Noi non possiamo che operare, affinché questa tendenza si sviluppi sempre più e per questo intendiamo porre al centro della nostra riflessione congressuale il tema di un patto tra produttori e distributori con l’obiettivo di coinvolgere tutta la Grande Distribuzione.

Ecco che il Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2014 ha segnato una vera rivoluzione nel settore dell’olio di oliva riconoscendo il frantoio artigiano come l’unico soggetto produttore dell’olio dalle olive e riconoscendo per la prima volta la figura del mastro oleario, così come previsto dalla legge della Regione Puglia del 24 marzo 2014 n. 9. La legge pugliese rappresenta il concreto sviluppo delle politiche che AIFO aveva proposto nell’aprile del 2013 all’assemblea di Sorrento tesa a chiarire i ruoli degli attori della filiera olearia italiana riconoscendo la peculiare funzione del frantoio artigiano e, con l’istituzione dell’albo, il ruolo del mastro oleario come operatore professionale. Si tratta di una normativa che non ha precedenti né in Italia né in altri Paesi europei e che segna una nuova frontiera nel comparto oleario. Per questo, e non solo, dobbiamo essere grati al prof. Mario Pacelli a cui si deve la redazione e sviluppo della legge e all’on.le Donato Pentassuglia che l’ha sostenuta fino alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale della Puglia. In questi anni abbiamo assistito ad un progressivo mutamento dei mercati come effetto della crisi economica, della recessione, della globalizzazione, dell’entrata di nuovi Paesi emergenti e per lo spostamento della ricchezza da Ovest verso Est. 

Nulla è come prima: si impone un radicale cambiamento delle politiche e della produzione. L’Italia, soprattutto nell’olio, è il paese della biodiversità per eccellenza con il suo primato di 538 cultivar, e con una tradizione ed un valore dato dal “saper fare” che si tramanda da generazioni. In questo contesto assume una grande importanza il Piano Olivicolo Nazionale: noi di AIFO crediamo nel valore del marchio “Prodotto Italiano” quale simbolo di un Paese dedicato alla qualità e alle produzioni artigianali e per questo lavoriamo affinché le risorse finanziarie del Piano siano investite coerentemente per lo sviluppo delle piccole e medie imprese olearie cui deve fare riscontro, naturalmente, lo sviluppo di quelle agricole, di una olivicoltura di qualità che sappia coniugare innovazione e tradizione.

Abbiamo un’idea semplice: dare trasparenza al mercato dell’olio. Vogliamo affermare il diritto dei consumatori di scegliere in modo consapevole il proprio cibo.

In questa idea definiamo “produttori di eccellenza” i frantoi artigiani, perché sono il naturale presidio della qualità e soprattutto della biodiversità. Aziende in cui lavorano persone competenti, pronte a garantire il loro prodotto, perché hanno il controllo dell’intera filiera, la competenza professionale nella gestione delle tecnologie, nel metodo di trasformazione e nel processo di produzione: le nostre aziende curano tutte le fasi della filiera, comprese le condizioni di distribuzione perché dopo aver lavorato per un anno non abbandonano il loro prodotto nelle mani del caso!

“Occorre proteggere i sapori e le specificità alimentari che sono parte della nostra cultura” ha dichiarato il Ministro per le politiche agricole Martina chiedendo “l’azione della società civile e le buone pratiche degli operatori”. Con la storia dei suoi vent’anni AIFO risponde a questo appello dimostrando in modo chiaro ed inequivocabile che l’associazione, con le sue imprese artigiane, sarà tra i protagonisti di questa nuova politica.  Per questo vogliamo affermare un nostro diritto, per questo abbiamo convocato questo nostro congresso: siamo artigiani, produttori dell’olio artigianale.

Mi auguro di incontrarvi a Montefiascone per un nuovo scambio di idee e di opinioni che sono alla base della vitalità ed energia innovativa della nostra Associazione.

 Piero Gonnelli

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